26 mag / Festival Per Sentieri e Remiganti

La VI edizione del Festival (7 maggio – 3 giugno) ha come sottotitolo Gentilezza e la riflessione che ne scaturisce “passare sulla terra con piede leggero” si inserisce perfettamente nel progetto Le Città Visibili del Torino Smart City Festival. Ad approfondire la riflessione scrittori, filosofi, artisti pop, architetti e psicologi di caratura internazionale poiché il tema non è solo un atteggiamento formale ma, più intimamente, una comprensione e un rispetto dell’animo umano e dell’anima della terra.

sito web:
www.persentierieremiganti.it

ore 16.00

Cascina Pro Polis, Parco del Nobile – Torino

Sara Filanti – Le carezze fanno crescere!

Incontro con la pedagoga, in contemporanea con laboratorio per bambini La rosa avventurosa,

a cura del Gruppo del Cerchio – con Susanna Paisio

Ingresso gratuito all’incontro

Laboratorio bambini: 5€ intero – 4€ ridotto

ore 21.00

Casa Canada – Torino

Intorno a Pierre Rabhi. Il contadino-poeta che sta cambiando il mondo

Anteprima nazionale del documentario del Gruppo del Cerchio su Pierre Rabhi Il mio corpo è la Terra. Intervengono Roberto Moncalvo, presidente della Coldiretti Torino; Paola Della Valle, lettrice e collaboratrice di Cinemambiente; Carola Benedetto, co-regista del documentario.
Modera Federico Pedrocchi, giornalista di Scienza che segue innovazione e in particolare Smart City. È conduttore di Moebius su Radio 24.
Performance di danza arabo-andalusa di Simona Samar Paisio

Serata Up to you

Il documentario vuole raccontare la “rivoluzione gentile e agro-ecologica” che sta letteralmente trasformando la Francia. Il documentario girato fra febbraio e marzo 2012, è il primo dedicato in Italia a Pierre Rabhi e al suo impegno per ripristinare l’armonia fra uomo e natura, elemento imprescindibile – dice Rabhi – per salvare la vita del nostro pianeta e di noi stessi.
Oltre a una lunga intervista a Pierre Rabhi, il progetto ospita i contributi di alcuni “agricoltori-ecologisti” speciali che raccontano il loro punto di vista sulla rivoluzione di Rabhi ( suor Hypandia – la badessa del Monastero ortodosso di Solan; lama Lhundroup del monastero buddhista Karma-Ling e Vandana Shiva, attivista e ambientalista indiana).
Pierre Rabhi, 72 anni, è uno dei pionieri dell’agricoltura ecologica in Francia, esperto internazionale per la lotta contro la desertificazione, ma anche scrittore e pensatore, non solo professa la necessità di cambiare modello di sviluppo, ma propone soluzioni e, soprattutto, le applica. Nato nel 1938 nel Sud dell’Algeria, Rabhi è figlio di un fabbro, che era anche musicista e poeta, costretto dai “tempi moderni” a diventare minatore. Dopo la scomparsa di sua madre, viene affidato a una coppia di francesi dai quali riceve un’educazione europea, mantenendo tuttavia la cultura d’origine. A vent’anni approda a Parigi. In mancanza di diplomi (”la scuola mi ha sempre annoiato perché non rispondeva alle questioni fondamentali che mi ponevo”) inizia a lavorare in un’azienda come operaio specializzato. Un’esperienza, questa, che diventa per lui un interessante posto di osservazione per capire la condizione reale degli esseri umani nella modernità. Dopo tre anni passati a Parigi, nel 1961, Rabhi, decide con sua moglie di abbandonare la capitale per installarsi in Ardèche, nel Sud Est della Francia. Diventato operaio agricolo, si oppone rapidamente alla logica di produttività applicata all’agricoltura.
Nel ’72, dopo aver scoperto l’agricoltura biologica ed ecologica, in particolare leggendo i libri di Ehrenfried Pfeiffer e di Rudolf Steiner, applica con successo i metodi studiati alla sua piccola fattoria e crea quello che lui ama definire, un’oasi di vita.
Pierre Rabhi oggi abita nell’Ardèche e difende con l’impegno di tutti i giorni il mondo in cui viviamo

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